Come sparire completamente. #1 Le regole di Frank Ahearn

di Fabio Sanvitale

Non hai mai pensato di mollare tutto e sparire? Lasciarti alle spalle moglie o marito, un capoufficio o un socio invadente, una famiglia impossibile o qualcuno che ti minaccia… prima o poi ci abbiamo pensato tutti. Farlo, però, è un’altra cosa. In questa inchiesta ti spiego come si può fare davvero. Perché la tecnologia è contro di te, in questa sfida: ma puoi vincere.

Ci sono delle regole. Molte regole. Cominciamo da qui. Il Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse ci dice  che tra il 1974 ed il 2013 i maggiorenni scomparsi volontariamente, in Italia, sono stati 3.399, tra italiani e stranieri. Sembra un gran numero, ma fa una media di 85 l’anno su 60 milioni di abitanti. Una parte di costoro è stata ritrovata. Sparire, comunque, è possibile. Ma non è una passeggiata.

La prima cosa da fare è: pensarci bene. Qualche problemino potresti averlo. Tipo: se fingi di essere morto, è illegale. Se scappi dai debiti, è reato. Poi: sparire da solo ti darà molte più possibilità che farlo in due. Portarsi dietro un bambino è una pessima idea, è ovvio. Valuta anche quante energie e soldi potrebbero essere investiti da chi ha interesse a trovarti.

Pronto? A questo punto passiamo alle cose pratiche e per farlo mi faccio aiutare da due esperti. Il primo si chiama Frank Ahearn, è americano e di mestiere fa proprio questo: aiuta le persone a sparire. Per molti anni è stato il contrario: uno skip tracer, cioè quello che le persone le trova.  Ahearn ha trovato i  conti segreti di Oj Simpson, i bambini che erano andati da Michael Jackson,  la Lewinsky, ma anche migliaia di persone come te, svanite per debiti o per altro. Oggi aiuta a svanire, invece: e se non lo sa lui, come si fa…

Ahearn (la cui tariffa è tra i 10.000 ed i 30.000 dollari) ha molti suggerimenti da darci.

Punto numero uno: trova ogni singolo sito o database dove c’è una tua informazione e modificala, col pretesto di aggiornarla (che so, Sanvitale potrebbe diventare San Vitale o Sanritale…oppure Fausto o Flavio o Fabrizio, invece di Fabio).  Compagnie telefoniche e del gas, palestre, internet provider, lavanderie, noleggi di dvd, abbonamenti a riviste, carte fedeltà, noleggi auto, librerie e biblioteche, grandi magazzini, supermercati, sistemi di acquisti on line come Ebay, Amazon, Linkedin; feed sottoscritti, sistemi “frequent flyer,” alumni… E non dimenticare i grandi database tipo paginebianche.it, pipl.com, cvgadget.com, kgbpeople.com. Te li eri scordati, vero?

Poi, ovvio, cancellare gli account, specie sui social media: e non dimenticare di eliminare tutti i tag, uno per uno! Chiudi le tue caselle di posta elettronica e accertati dopo quanto tempo il provider ne cancella i contenuti. E scommetto invece che ti sei dimenticato delle garanzie degli elettrodomestici: uno skip tracer può chiamare il negozio dove hai fatto acquisti, fingendo di essere dell’assistenza clienti della tua tv, dire che non ritrova le informazioni della garanzia e farsele ridare da loro.

Oh, e non avrai mica lasciato video compromettenti in giro? Non saresti il primo, ma se vuoi fuggire sarà bene che nessuno trovi certa roba sul web! Avrebbe una perfetta immagine di come sei…a 360 gradi. Fare tutte queste cose, tra l’altro, ti farà capire se sei pronto davvero oppure no. Scomparire, infatti, è un gesto estremo: ha conseguenze fisiche, mentali, emotive. Crea sensi di colpa. Può distruggere familiari ed amici. E’ un gesto estremo, da fare solo se davvero – ma davvero – non esiste nessun altra possibilità. “Sparire completamente è quanto di più vicino alla morte una persona possa desiderare”, scrive Filippo D’Arino nel suo geniale “Manuale di sparizione”.

Ovviamente, chiudi la tua carta di credito. Le carte, i telepass ed i bancomat sono una follia: sono il modo migliore per farti trovare. Non vanno usati nemmeno in emergenza, mai.  Distruggi fisicamente il pc con martello e fuoco e connettiti solo da internet points…idem per cellulare e sim. E, se proprio ti serve il cellulare, usa una spoof card, che ha l’abilità di mostrare come chiamante un numero diverso dal tuo.

Dovrai liquidare sistematicamente tutto. Vendi casa, collezioni e gioielli di famiglia. Vendi letteralmente ogni cosa e comprimi la tua vita in due valige. Abbandona l’auto, aperta, in una zona poco raccomandabile, dove possa essere rubata. Non portarti dietro nulla, insomma, tanto meno foto e ricordi: la nostalgia è una brutta bestia.

Nei mesi precedenti, preleva i soldi dal tuo conto in banca un po’ alla volta, per non insospettire. Preparati con calma, dai un’impressione di normalità. Ti sposterai in autobus o in pullman, pagherai in contanti, eviterai come la peste i tassisti e l’autostop. E nessuno, nessuno, dovrà sapere dove sei: nemmeno il tuo migliore amico. Chiunque potrebbe parlare. Questo silenzio forzato è la tua assicurazione per il successo.

Internet è un disastro, per chi vuole sparire. La prima cosa che uno skip tracer fa, oggi come oggi ,è cercare tracce sui social media e chiamare tutti i tuoi amici ed i posti frequentati, fino a quando qualcuno non si lascia scappare un’informazione. E prima o poi succede. Ma il web è anche un risorsa, dice Ahearn: “Uso la photo distortion:  affitto dei modelli e li faccio posare con il mio cliente, a creare delle finte foto di famiglia. Poi dissemino queste immagini in rete. Così i malintenzionati avranno riferimenti visivi non corretti. Poi c’è la corp-distort-delete: si riferisce ad account di Facebook e Twitter. Siccome se uno decide di chiudere l’account, la compagnia non cancella mai il contenuto, altero nome, città, contatti. Così la compagnia rimarrà in possesso di informazioni non esatte”.

Quanto ci vuole a sparire? Dipende da quanti soldi stai portando con te. Se pochi, un mese. Se tanti, due-tre. Un’ottima regola è essersi già fatti un giretto nel paese dove si andrà. Sapere in anticipo come si comporta la polizia, quanto è diverso il sistema sanitario, quale è il potere d’acquisto dei nostri euro, com’è la connessione internet aiuterà a fare una scelta consapevole e non improvvisata. Pulizia delle strade? Livello della sicurezza? Sanità, medici, virus che colpiscono solo gli stranieri? Il sistema politico è stabile? Puoi chiedere la cittadinanza? Più ti organizzi prima, meno problemi avrai dopo. Ci sono anche siti come Escapeartist, che ti daranno molte informazioni per vivere, lavorare, investire, trasferirti in posti ben lontani come Panama. Oppure Costa Rica, Colombia, Ecuador, Turchia, Belize, Messico…

http://www.cronaca-nera.it

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s